PAGINA GIUSEPPE ALARIO

Gisella e…Valentina 1963



Gisella e….. Valentina (commento di Nazareno Taddei)

Di tutt’altra sostanza stilistica e strutturale, il racconto della bambina di Alario. L’espressività della composizione figurativa può far pensare – come genere – a quella dell’Altimani; ma non è chi non veda come i due autori trattino con stile diverso la materia fotografica. Se nell’Altimani, i giochi delle luci e delle ombre sono direttamente espressivi del significato profondo quasi simbolico che un simile racconto vuol dare, nell’Alario tali giochi sono espressivi del racconto in sé.

Forse più precisamente si potrebbe dire che il chiaroscuro figurativo è tematico nell’Altimani e narrativo nell’Alario.

Eppure – e questo li accomuna – l’uno e l’altro, pur con diverso stile, hanno puntato sulle possibilità espressive della foto in se stessa e non sulle sue possibilità di contenuto rinviando all’espressività autonoma dei contenuti stessi. La bimba di Alario, in forza di quei giochi di bianco e nero, passa da una – diciamo – insofferenza per il fratellino a un ritorno a lui attraverso l’esperienza teneramente materna della bambola e il sogno bianco al quale si avvia grazie all’episodio dello specchio e dal quale ritorna, richiamata, a una realtà più viva che non sia quella del gioco con una bambola inanimata.

Festa della Madonna dell’arco 1962

Fabio

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